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MeCAU/Pronto Soccorso Vercelli

 

 

Direttore: Roberta Petrino

 

 

Sede di Vercelli

 

Equipe Medici

Roberta Petrino, Roberta Marino, Nicola Bacciottini, Stefania Carnieletto, Matteo Gavinelli, Elisabetta Godino, Alessandro Lamberti Castronuovo, Davide Malpassi, Francesco Moschella, Sara Veronica Ponton Ochoa, Elena Scaglia, Marianna Tagliabue, Sergio Tartaglia

Marta Panella e Valentina Angeli: medici non specialista, con contratto libero professionale, per codici a bassa priorità e supporto medici strutturati

Federico Cabrini, Salvatore Fidone, Gabriele Roccasalva: medici specializzandi in Medicina di Emergenza- Urgenza

 

 

Responsabile SS Pronto Soccorso Vercelli – Roberta Marino

 

Titolari di Incarico ad Alta Professionalità

Lotta al dolore, gestione del fine vita e della comunicazione del lutto – Marianna Tagliabue

Percorsi di cura dei pazienti critici – Francesco Moschella

 

Altri incarichi

Responsabili Maxiemergenza – Matteo Gavinelli e Alessandro Lamberti Castronuovo

Referente Gruppo di Lavoro Aziendale Violenza di Genere: Elena Scaglia

Referente organizzativo formazione – Davide Malpassi

Referente Gruppo ACLS American Heart Association per l’ASL VC – Stefania Carnieletto

Referente per le procedure invasive in emergenza – Nicola Bacciottini

Referente per i progetti di Ricerca – Sergio Tartaglia

 

Coordinatore Infermieristico

Valeria Asaro

 

Personale del reparto:

14 dirigenti medici

2 medici libero-professionisti collaboratori

1 coordinatore infermieristico

40 infermieri

21 operatori socio sanitari

3 specializzandi

 

Ubicazione

Ospedale Sant’Andrea -  Corso Mario Abbiate nr. 21, piano terreno accesso dalla rampa lato sx ingresso ospedale

 

Contatti

TRIAGE Tel 0161/593333

Ambulatori: 0161/593444 - 0161/593302 - 0161/593380

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Attività

 

Attività di reparto

La struttura di Vercelli è dotata di ingresso pedonale e carraio indipendente, a cui possono accedere le ambulanze per scaricare i pazienti nella “camera calda”. È composta da 2 ali di corridoio separate dall’ingresso, e dalla sala d’attesa. Dall’inizio dell’emergenza Covid è stata posizionata una zona di pre-triage all’ingresso pedonale, in cui i pazineti vengono valutati tramite scheda validata circa la possibilità che siano affetti da Covid-19 e vengono quindi indirizzati al Percorso Covid o al Percorso nonCovid. Tale area è presidiata, oltre che da un infermiere triagista, da una guardia giurata.

All’ingresso vi è l’area triage, dove viene fatta la valutazione infermieristica del paziente e assegnato il codice di priorità, con due postazioni e una zona retrostante di “post-triage” dove poter eseguire ECG, prelievi o l’osservazione di pazienti in attesa di visita. Tale area, che consta di 2 postazioni, può essere utilizzata anche come sala per consulenza specialistica o colloquio.

I pazienti con sintomatologia o epidemiologia sospetta per Covid vengono fatti entrare nell’ala sinistra del DEA, dedicata al percorso Covid. Questa è l’area più ampia del DEA, idonea ad accogliere un numero elevato di pazienti con insufficienza respiratoria, data la presenza di letti monitorizzati, di ventilatori, sistemi da CPAP e di ossigenazione ad alti flussi. In tale area è presente la Shock Room, l’area visita (Sala visita 2), i letti di semintensiva, la zona di OBI (Osservazione breve Intensiva) oltre a due stanze adatte all’isolamento del paziente. Pertanto, in periodo di alta prevalenza Covid, come nella prima e seconda ondata, è stato possibile gestire in sicurezza i tanti pazienti Covid, mentre in periodi di bassa prevalenza di Covid, è possibile gestire i pazienti con sintomatologia sospetta ma negativi al tampone, ed in caso di presenza di taluni pazienti positivi è possibile isolarli in sicurezza. Per questo motivo si è scelta questa soluzione organizzativa.

I pazienti che non manifestano sintomatologia sospetta per Covid e non hanno storia di contatto stretto vengono fatti entrare nell’ala destra del DEA, cosiddetta area “pulita” e assegnati alla Sala visita 1. Tale zona è più piccola dell’area Covid (ma è in progetto un’opera di ampliamento significativa) ma è dotata di “shock room” per i codici Rossi e di area di OBI (Sala 3 OBI) per i pazienti da sottoporre ad osservazione. La ex sala d’attesa inoltre, dotata di poltrone, viene utilizzata per il trattamento dei pazienti deambulanti o comunque non ciritici

Il DEA è inoltre dotato di locale infermieri e medico di OBI, in cui vi è la centralina dei monitor dei letti di semintensiva, di locali di servizio quali il locale per emogasanalisi e sterilizzatrice, i locali di deposito biancheria e materiali sanitari, il vuotatoio, i bagni, la tisaneria e lo studio della Caposala. E’ presente inoltre un locale contenente i Dispositivi di Protezione Individuale (PPI) dove il personale si veste in modo adeguato rispetto all’area a cui è assegnato in quel turno. A questo proposito, sono in atto procedure molto rigide circa la vestizione, la svestizione e l’utilizzo dei DPI per garantire la sicurezza del personale e dell’utenza.

Al fondo del corridoio perpendicolare ai 2 descritti, dove si trova le sala radiologica del DEA, vi sono i locali (anticamera e sala di decontaminazione) per le emergenze nucleari, locali anch’essi appartenenti alla MeCAU.

Ogni sala ha il collegamento alla rete informatica aziendale. Nelle sale visita sono presenti 2 computer ciascuna, più uno nelle shock room, 3 nella sala Medici e Infermieri per l’utilizzo del software DEA HiTech per la produzione dei verbali clinici, del sistema Carestream PACS per la visualizzazione degli esami radiologici, del software DNLab, per la visualizzazione degli esami di laboratorio, del software OLIAM Tracciato F per la prescrizione diretta dei farmaci, ed infine per l’utilizzo della posta elettronica aziendale e del Protocollo. La struttura, grazie all’installazione di rete wi-fi, si è dotata inoltre di computer portatili utilizzati per la visita ed eventuali consulenze al letto dei malati.

 

Triage

L’ordine di accesso al DEA/PS non è determinato dall’ordine di arrivo, ma viene stabilito da infermieri che esercitano l’attività di TRIAGE (dal francese “scegliere, selezionare, mettere in fila”) e prevede l’impiego di un Codice Colore, in cui a ogni colore corrisponde un livello di priorità e di urgenza. Egli assegna il Codice Colore in relazione al sintomo principale riferito, ad una serie di algoritmi decisionali presenti sul programma applicativo DEA HiTech per la valutazione dei fattori di rischio, a specifiche procedure ove queste esistano (es nel dolore toracico). Un criterio importante per la determinazione del codice di triage è il livello di sofferenza e di fragilità del paziente.

Lo scopo è quello di poter assistere immediatamente i pazienti più gravi e quindi, in funzione della gravità e dell’urgenza, tutte le altre persone presenti in DEA/PS.

In alcuni casi è previsto dalle flow chart in uso, che il paziente effettui ECG e/o prelievi ematici già in sala di triage prima di accedere alla sala visita. In questo caso l’ECG viene fatto immediatamente visionare da uno dei medici presenti nelle sale visita o in OBI, e si decideranno quindi le azioni da intraprendere.

 

I CODICI COLORE

I codici presentati sono quelli attualmente in uso. A breve entrerà in vigore la nuova delibera regionale che accoglie le linee di indirizzo ministeriali di modifica dei codici colore

CODICE ROSSO:  emergenza

Questo codice viene assegnato ai pazienti in imminente pericolo di vita, cioè ai pazienti in cui vi è in atto il cedimento di uno dei tre parametri vitali:

1) apparato circolatorio,

2) apparato respiratorio,

3) stato di coscienza.

Il DEA/PS si prepara a ricevere il paziente nella sala d’emergenza. Per tali pazienti l’accesso alle sale è immediato e non vi è tempo di attesa.

CODICE GIALLO:  urgenza indifferibile

Questo codice viene assegnato ai pazienti con alterazione dei parametri vitali o con segni o sintomi minacciosi che fanno presupporre una potenziale evoluzione verso la criticità.

Per tali pazienti l’accesso alle sale visita è, compatibilmente con altre urgenze/emergenze in atto, molto breve. Nel caso in cui si protragga per più di 30 minuti sarà effettuata una rivalutazione infermieristica per la conferma del codice. 

 CODICE VERDE asteriscato:  urgenza differibile ma con un elevato grado di sofferenza

Questo codice viene assegnato ai pazienti che necessitano di una prestazione medica che può essere differibile quindi che non presentano compromissione dei parametri vitali, ma che comunque presentano uno stato di sofferenza effettivo. Tali pazienti vengono visitati nel più breve tempo possibile ma dopo i codici rossi e gialli. Il paziente va rivalutato dall’infermiere ogni 30 minuti mentre il tempo d’attesa per la visita non dovrebbe normalmente essere superiore a 60 minuti.

 CODICE VERDE SCURO: urgenza differibile

Questo codice viene assegnato ai pazienti che necessitano di una prestazione medica che può essere differibile, quindi che non presentano compromissione dei parametri vitali e un limitato grado di sofferenza. Tali pazienti vengono visitati dopo i codici rossi, gialli e verdi urgenti. Il paziente va rivalutato dall’infermiere ogni 60 minuti mentre il tempo d’attesa per la visita non dovrebbe normalmente essere superiore a 120 minuti

 CODICE BIANCO:  non urgenza inappropriato

Questo codice va riservato ai pazienti che richiedono prestazioni sanitarie che non rivestono alcun carattere di urgenza e che dovrebbero essere risolte dal Medico di Medicina Generale, dal Medico di Continuità Assistenziale e/o presso Poliambulatori sul territorio. Tali pazienti sono visitati dopo i codici rossi, gialli e verdi. Queste prestazioni sono soggette al pagamento del ticket. Infatti, in presenza di prestazioni considerate non urgenti e inappropriate (confermate dal Medico, alla fine della valutazione clinica, con il “codice bianco” in uscita), è dovuta una quota a carico dei cittadini pari a 25 euro.

 

Visita medica

La visita medica avviene, nel limite del possibile rispettando i tempi di attesa, in una delle sale visita del DEA/PS o in sala emergenza.

Nel caso di codici rossi e gialli il paziente contestualmente alla visita viene trattato e stabilizzato secondo necessità, avvalendosi delle risorse tecnologiche (monitor, defibrillatore, ventilatore meccanico, ecografo portatile, terapie infusionali multiple e controllate, procedure di stabilizzazione quali cardioversione, drenaggi, suture, stabilizzazioni di fratture etc) avvalendosi eventualmente di consulenze specialistiche immediate e gestione multidisciplinare se necessario o previsto dai percorsi clinici diagnostico-terapeutici.

La stabilizzazione dei pazienti critici può essere prolungata anche per molte ore, allo scopo di meglio destinare il paziente verso il reparto più appropriato, senza effettuare ricoveri in terapia Intensiva non necessari né ricoveri in reparto di degenza a rischio. I pazienti critici che accedono al Pronto Soccorso di Borgosesia possono essere centralizzati al DEA di Vercelli se le condizioni non permettono una gestione in sicurezza in tale presidio o nel caso si tratti di patologie quali lo STEMI (infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST) o di un ictus ischemico per cui sia necessaria la centralizzazione secondo le linee guida regionali e nazionali di trattamento delle “patologie tempo-dipendenti”. In tali casi il paziente necessiterà di giungere in un presidio in cui poter accedere alla sala di emodinamica per la rivascolarizzazione nel più breve tempo possibile, o alla fibrinolisi endovenosa nel caso di un ictus ischemico.

Per i codici verdi e bianchi si stabilisce un iter diagnostico-terapeutico appropriato in base al sospetto clinico, che porterà alla decisione finale di dimissione o di ricovero. Particolare rilevanza viene data al trattamento del dolore, che non sarà in nessun caso dilazionato in attesa dell’esito di accertamenti, essendo un obiettivo prioritario del DEA quello di alleviare la sofferenza del paziente nel più breve tempo possibile.

Sono previsti dal regolamento del DEA i cosiddetti “percorsi brevi” per cui l’infermiere di triage, per codici a bassa priorità decide di inviare il paziente direttamente a visita specialistica, come suggerito dal sintomo presentato dal paziente e solo nel caso in cui il sintomo sia isolato e certamente di pertinenza specialistica. I percorsi brevi possibili sono in Pediatria, Ostetricia, Dermatologia, Oculistica, Odontoiatria Otorinolaringoiatria. In questi casi il paziente non viene visitato dal medico della MeCAU, ma unicamente dallo specialista. Se questi tuttavia ritenesse necessario rinviare il paziente al DEA per ulteriori accertamenti lo potrà fare, previo accordi con il medico DEA.

 

Stabilizzazione

In DEA vi sono 6 letti ad alta intensità di trattamento, forniti di monitor, ventilatori per ventilazione non invasiva e altri presidi di trattamento atti a trattare il paziente critico o instabile fino ad una migliore stabilizzazione, nel qual caso il paziente potrà essere ricoverato in area di degenza ordinaria, oppure dimesso se la condizione critica è completamente risolta (es shock anafilattico). Tale area serve anche a valutare l’evoluzione del paziente, riconoscendo tempestivamente l’eventuale necessità di trasferimento in Terapia Intensiva

 

Osservazione

Nel caso in cui il sospetto clinico non permetta una definizione diagnostica immediata, vi sarà l'indicazione ad un’osservazione prolungata atta ad escludere situazioni a rischio (es. sindrome coronarica acuta nel dolore toracico) oppure nel caso in cui la patologia sottesa al sintomo sia di rapida diagnosi ma con un livello di sofferenza elevato che necessiti di trattamento prolungato (es. colica renale o crisi asmatica, scompenso cardiaco lieve, sindrome vertiginosa, si predispone l’osservazione breve intensiva (OBI) del paziente.

La durata dell’OBI è da 6 a 48 ore, e avviene nei locali dedicati. Negli open space vi sono barelle comode, più larghe della media, con testa letto, illuminazione, presa d'ossigeno, aste portaflebo, sedia per l'accompagnatore e tende per garantire la privacy.   Durante l’osservazione il paziente segue un iter di accertamenti, rivalutazioni e trattamenti in accordo con i percorsi clinici approntati secondo le indicazioni Regionali e pubblicati sull’intranet aziendale. La maggior parte dei pazienti seguiti in OBI viene dimessa al termine dell'osservazione.

Dimissione

Al termine dell’iter diagnostico-terapeutico, una volta definita la diagnosi o escluse le diagnosi potenzialmente evolutive il medico DEA/PS, che in quel momento ha in carico il paziente, ne decide la destinazione che può essere:

Dimissione a domicilio dopo visita o dopo osservazione breve: viene consegnata al paziente la documentazione prodotta durante l’accesso al DEA/PS, comprensiva di verbale di DEA/PS compilato scrupolosamente sia dal medico che dall'infermiere, su ogni azione effettuata e su ogni rilevazione, referti di esami ematochimici e strumentali, eventuali consulenze, prescrizioni di terapia o ulteriori accertamenti. Vengono compilati altresì eventuali certificati richiesti dalle circostanze, quali il certificato di infortunio INAIL, il certificato di malattia, il referto all’Autorità giudiziaria, la denuncia di morso d’animale etc.) e le eventuali richieste dematerializzate per ulteriori accertamenti da prenotarsi presso ilCUP. In determinate ore della giornata può essere consegnata la prescrizione di farmaci per la distribuzione diretta in ospedale.

Ricovero in reparto di degenza o in terapia intensiva cardiologica o generale: viene allegata al ricovero tutta la documentazione come sopra, producendo anche il modulo di ricovero per l’Accettazione ospedaliera.

Trasferimento del paziente in altro presidio di ricovero e cura secondo accordi presi con i colleghi medici di destinazione, mediante trasporto protetto operato dall’infermiere e ausiliario preposti e, a seconda della classe di gravità, con accompagnamento di medico rianimatore o medico del reparto di riferimento oppure senza accompagnamento del medico. Le modalità di trasporto seguono la procedura aziendale in atto.

 

Dotazioni tecnologiche peculiari

La struttura è dotata di 12 computer fissi e 4 computer portatili per la gestione di tutte le procedure informatiche da parte del personale medico e infermieristico, incluso il collegamento via web al sistema TEMPORE per la trasmissione di immagini radiologiche ai DEA di II livello per le consulenze neurochirurgiche, cardiochirurgiche, vascolari e maxillo-faciali. Centralina per il monitoraggio non invasivo dei pazienti, con N. 8 monitor collegabili. Sono presenti inoltre altri 6 monitor non collegati, per il monitoraggio estemporaneo dei pazienti, ed è prevista l’installazione di una ulteriore centralina di monitoraggio. Circa 50 pompe infusionali per la somministrazione di terapia endovenosa controllata. Sette ventilatori per la ventilazione meccanica non invasiva e invasiva, 4 apparecchi per la somministrazione di O2 ad alti flussi, numerosi presidi per la somministrazione di CPAP. È dotata inoltre di 3 ecografi multidisciplinari portatili + 1 ecografo dedicato allo studio cardiovascolare e di 4 defibrillatori. E’ presente inoltre un videolaringoscopio per le intubazioni difficili.

 

Punti di forza

Impegno nell'uniformare la preparazione di Medicina d'Urgenza omogenea a tutti i medici e infermieri strutturati e non, con l’organizzazione in sede di corsi di formazione continua, webinars e sessioni di simulazione, oltre a garantire l’accesso di a corsi di formazione esterna in base alle esigenze formative.

Approntamento e aggiornamento continuo di percorsi e protocolli operativi sia interni alla struttura sia interdisciplinari, per la gestione di tutte le emergenze e urgenze secondo l’evidenza scientifica.

Alta competenza in tema di Medicina delle Catastrofi, cosa che ha permesso di organizzarci e fornire una risposta immediata all’emergenza Covid cosiì come ad altre situazioni di maxiemergenza e massiccio afflusso di pazienti.

Appartenenza alla rete formativa dell’Università del Piemonte Orientale (UPO), in particolare per la Scuola di Specializzazione in Medicina di Emergenza e Urgenza, la Scuola di medicina e la Scuola di Specializzazione in Medicina Interna, la Scuola di Infermieristica. Ciò porta ad accogliere studenti di Medicina del 6 anno, studenti e tirocinanti di infermieristica, specializzandi di medicina di Emergenza e Urgenza e Medicina Interna.

Collaborazione con le strutture dell’UPO CRIMEDIM (Centro di Ricerca in Medicina di Emergenza e dei Disastri) e SIMNOVA (Centro di Simulazione) da parte di medici ed infermieri della MeCAU, con incremento delle competenze in tema di Rianimazione Cardiopolmonare, Simulazioni sul paziente critico e Medicina delle Catastrofi

Lotta al dolore come obiettivo fondamentale, per cui siamo all'avanguardia ed abbiamo protocolli ad hoc per le procedure dolorose, per il dolore acuto etc.

 

 

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