L'allattamento

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L’allattamento al seno è un gesto naturale ma un certo numero di donne oggi ha bisogno di aiuto per allattare al seno con piacere. Perché?

L’allattamento al seno, fino a 50-60 anni fa, era un gesto istintivo per ogni mamma; le donne conoscevano tutto ciò che è utile sapere e fare per allattare il proprio bambino; sapevano mettere semplicemente il bambino al seno in modo che potesse succhiare il quantitativo di latte che gli permetteva una crescita sana.

Negli ultimi 50 anni, nella nostra società sono avvenuti molti cambiamenti che hanno disperso le conoscenze e le  competenze sull’allattamento. Oggi, le mamme che desiderano allattare al seno hanno spesso bisogno di ricevere informazioni corrette oltre al sostegno dei parenti, di altre mamme esperte e di operatori sanitari competenti, per prevenire e superare serenamente alcune difficoltà che possono rendere difficile e impegnativo l’allattamento al seno.

È utile discutere la scelta dell’allattamento già in gravidanza con l’operatore di riferimento e/o frequentando gli incontri sull’allattamento al seno programmati dai Consultori o dai Punti Nascita, coinvolgendo il partner e magari anche le nonne in questi momenti informativi in modo tale che tutta la famiglia condivida le conoscenze indispensabili per un efficace sostegno alla donna che allatta.
Allattare al seno deve essere un piacere per la mamma e per il bambino. La fase iniziale, di “rodaggio”, è impegnativa: essa può essere faticosa e richiedere spirito di adattamento alla nuova situazione.
La conoscenza dei meccanismi predisposti dalla natura per l’allattamento, la fiducia nelle proprie risorse e nelle competenze del bambino sono di grande aiuto per superare le possibili difficoltà iniziali.
Anche le donne che hanno impedimenti ad allattare al seno possono trarre vantaggi dalla conoscenza dei meccanismi naturali che sono alla base della alimentazione e della relazione mamma-bambino per seguire con consapevolezza i ritmi del bambino, e godere del contatto fisico pelle-pelle col piccolo, anche usando il biberon.


Come funziona l’allattamento al seno?
attaccamento al seno

La natura ha previsto tutto nei minimi dettagli: alla nascita il seno è pronto per l’allattamento e il neonato ha l’istinto e la capacità di succhiare. Dalla prima poppata in poi, è il bambino che succhiando stimola la produzione e l’uscita del latte dal seno, grazie all’azione di due ormoni: la prolattina e l’ossitocina.

È solo smettendo di metterlo al seno che si interrompe la produzione del latte. La prolattina agisce sulla mammella per far produrre il latte. Più sono frequenti le suzioni, maggiore è la quantità di prolattina e quindi maggiore la quantità di latte in risposta alle necessità del bambino. Suzioni molto frequenti si hanno soprattutto all’inizio dell’allattamento quando il bambino deve informare il seno di quanto latte ha bisogno, e successivamente, in alcuni momenti in cui aumentano i bisogni del piccolo in proporzione alla sua crescita (questi periodi sono chiamati “scatti di crescita”).
Con le prime poppate il neonato riceve il colostro, una sostanza molto nutriente e ricca di anticorpi che gradualmente, arricchendosi di acqua, si trasforma in latte. Con le poppate successive si stimola la prolattina che favorisce, di volta in volta, l’aumento della quantità di latte che porterà alla cosiddetta “montata lattea”. La mamma sentirà il seno più teso, caldo, a volte arrossato e un pò dolente.

Per l’avvio dell’allattamento sono molto importanti le suzioni frequenti e la presa corretta del seno da parte del piccolo: se il bambino succhierà frequentemente, con una buona presa dell’areola mammaria e del capezzolo, la montata non sarà dolorosa. Qualche impacco freddo tra le poppate e la spremitura manuale dell’areola per ridurne la tensione e facilitare la suzione elimineranno velocemente ogni eventuale disagio.

Questi principi naturali devono essere conosciuti da coloro che stanno intorno alla neomamma in modo da evitare che vengano forniti consigli senza fondamento che possano confonderla ed interferire con l’avvio fisiologico dell’allattamento (ad es. suggerire di allattare seguendo un orario rigido, proporre diagnosi improvvisate di “poco latte”, dare consigli di integrare con altre bevande ecc.).
L’altro ormone fondamentale per l’allattamento è l’ossitocina: al momento del parto aiuta il bambino a uscire dall’utero e favorisce l’istinto materno, e successivamente fa in modo che il latte fluisca dal seno, arricchendolo di grassi durante la poppata. Per tutte queste caratteristiche l’ossitocina viene denominata ormone dell’amore. La produzione di questo ormone fondamentale risente molto degli stati d’animo: se la mamma sta bene, è serena (anche se affaticata), non prova dolore, si sente sostenuta da parenti e operatori, se non c’è nessuno che la confonda e la faccia sentire inadeguata, produrrà abbondante ossitocina che, oltre a facilitare l’allattamento, aumenterà il suo benessere e quello del bambino. Il padre potrà giocare un ruolo importante in questo delicatissimo equilibrio proteggendo e sostenendo la sua compagna.

 

Le posizioni per allattare:

Posizione semi-reclinata: mamma è semi sdraiata con il piccolo appoggiato sopra di lei con la testa all’altezza del seno. Il piccolo può essere sorretto con una mano sulla schiena. Posizione che gode di ottima stabilità posizionale e favorisce l’attivazione dei riflessi primitivi dei neonati richiedendo molto poco aiuto nell’attacco.

Posizione a culla: è importante fare attenzione che le spalle siano ben allineate e che la testina del piccolo più che nell’incavo del gomito sia appoggiata nell’avambraccio della mamma in modo tale che il suo naso sia di fronte al capezzolo.

Posizione laterale: permette di drenare meglio i quadranti esterni del seno; può essere comodo per le mamme con grandi mammelle; è importante che i piedi del piccolo non appoggino contro una superficie che gli permetta di spingersi in avanti, altrimenti avanza troppo con il suo viso rispetto alla posizione del seno e capezzolo.

Posizione sdraiata di fianco: utile durante la notte o quando la madre desidera riposare con il proprio piccolo; mamma e bambino sono di fianco una di fronte all’altro. Sono necessari cuscini sotto la testa della mamma e possibilmente dietro la sua schiena che si inarcherà verso il piccolo e tra le gambe. Può risultare utile un piccolo sostegno cilindrico dietro la schiena del piccolo.

Posizione incrociata: la mamma sorregge il piccolo con il braccio opposto al seno che viene offerto. Il corpo del piccolo è appoggiato su avambraccio con mano aperta che sostiene la testina tra le orecchie o alla base del collo per lasciare libertà nei movimenti all’indietro. Utile per neonati prematuri, piccoli di peso e con scarso tono muscolare in quando consente un ottimo controllo da parte della madre sulla bocca del bambino.

 


Per allattare con piacere è utile sapere che:

  • Il latte della mamma è sempre buono, è sempre nutriente, la sua quantità non si riduce con il passar del tempo. È normale che, anche ad allattamento avviato, il bambino improvvisamente aumenti il numero delle poppate. La mamma non deve immediatamente dedurre che ciò sia dovuto ad una riduzione della produzione del suo latte, quando, invece, più probabilmente ciò è dovuto alle aumentate necessità del bambino in crescita (“l’appetito vien mangiando!”)
  • Il latte, oltre ad accumularsi nel seno tra una poppata e l’altra, viene prodotto e arricchito di nutrienti proprio durante la poppata per effetto della suzione del bambino, ed è proprio la suzione che mantiene la produzione del latte
  • Non ci sono cibi controindicati per la donna che allatta
  • Le ragadi si prevengono nei primi giorni ponendo attenzione alla presa corretta dell’areola e del capezzolo, offrendo il seno al bambino come mostrato di seguito, senza avere remore a staccarlo e a riposizionarlo ogni volta che il bimbo si attacca provocando dolore. Occorre aiutarlo a prendere il seno con la bocca ben aperta senza timore di chiedere aiuto alle infermiere e alle ostetriche del Punto Nascita in caso di difficoltà. L’unica cura efficace per guarire una ragade è aiutare il piccolo ad attaccarsi bene al seno
  • Esiste una tecnica corretta per fare la spremitura manuale dell’areola per aiutare la mamma, se necessario, a prevenire l’ingorgo mammario e a gestire una montata lattea dolorosa. A volte inoltre può essere utile spremere qualche goccia di colostro o di latte per alleviare il dolore del capezzolo
  • Ci sono, oltre ai Punti di Sostegno all’allattamento al seno, gruppi di aiuto reciproco tra mamme che sicuramente potranno essere un’ottima risorsa, non solo per allattare con piacere, ma anche per condividere le paure, le ansie e i momenti di sconforto che ogni mamma può provare nell’avvio dell’allattamento e della relazione con il suo piccolo, ma anche per condividere le gioie e le gratificazioni che i bimbi regalano ogni giorno alle loro mamme.

 

 

Materiale scaricabile dedicato all'allattamento... ma non solo:

Brochure banca latte (PED.DO.1633.03).pdf

Brochure Buone Pratiche (PED.DO.2289.00).pdf

Brochure CAN (GC.DO.1840.01).pdf

Brochure Incidenti domestici.pdf

Brochure M.A.M. (PED.DO.2294.00).pdf

Brochure orari (GC.DO.1837.01).pdf

Brochure SIDS.pdf

Brochure Sostegno mamma e neonato (GC.DO.1314.02).pdf

Estrazione latte (PED.DO.0856.03).pdf

Monitoraggio allattamento (PED.DO.0855.01).pdf

Neonato sonnolento (PED.DO.1281.01).pdf

Poster Buone Pratiche (PED.DO.2288.00).pdf

Poster Multilingue (PED.DO.2290.00).pdf

Poster allattamento (GIN.DO.2425.00).pdf

Preparaz. latte formulato (PED.DO.1454.02).pdf

Prevenz. ragadi (PED.DO.1302.01).pdf

 

Allattamento al seno (collegamento alla pagina dedicata del sito del Ministero della Salute)

Brochure Ministero su allattamento

 

Banca del Latte Umano Donato (BLUD) del Piemonte:

Presso l'ASL VC ha sede la terza Banca del Latte Umano Donato (BLUD) del Piemonte. Si tratta di una struttura creata allo scopo di selezionare, raccogliere, trattare, conservare e distribuire il latte umano donato da utilizzare per specifiche necessità mediche.

Tutte le informazioni relative alla Banca del Latte sono consultabili cliccando qui

 

 

Baby Pit Stop:

pit stop allattamentoQuesto cartello indica la presenza di un luogo protetto dove poter allattare e cambiare il proprio bimbo in tranquillità.

Nell'ambito delle attività che l'ASL VC sta portando avanti per il progetto "Ospedale Amico del Bambino", è stato allestito recentemente un #BabyPitStop per l'allattamento.
Come riportato nel sito UNICEF Italia Il Baby Pit Stop (BPS) prende il nome dalla nota operazione del "cambio gomme + pieno di benzina" che viene effettuata in tempi rapidissimi durante le gare automobilistiche di Formula Uno. Nei BPS il cambio riguarda il pannolino, e il "pieno" è di sano latte materno, ricco di nutrienti e di anticorpi.

Presso l'ASL di Vercelli i Baby Pit Stop si trovano attualmente presso:

  • la Stanza delle Coccole dell'Ostetricia e Ginecologia (3 piano del Sant'Andrea)
  • la Banca del Latte della Pediatria (5 piano del Sant'Andrea)
  • il Consultorio (Piastra Ambulatoriale - largo Giusti 13 - 1 piano)

Continua il percorso Ospedale amico dei bambini: superata la fase 2 per il riconoscimento UNICEF. Allestito un nuovo #PitStop Allattamento al Sant'Andrea

 

 

 

ASL VC - Azienda Sanitaria Locale di Vercelli
Sede Legale: C.so Mario Abbiate n. 21 - 13100 - Vercelli
Telefono centralino: 0161-593111 - Centralino Borgosesia: 0163-426111
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